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Residenze per anziani: le linee guida dettate dal Governo per fare visita ai parenti

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30 Dicembre 2021

Le severe restrizioni imposte dal Governo a causa della pandemia hanno inevitabilmente trasformato la vita di ciascun individuo, riducendo attività e spostamenti, e limitando semplici gesti che caratterizzavano la quotidianità di molti. Anche nelle Residenze per anziani la routine ha subito profonde modiche: per tutelare il benessere degli ospiti e salvaguardare la salute dei più fragili, il Governo ha emesso una serie di limitazioni, vincolando anche le occasioni di contatto tra gli anziani ed il mondo circostante.

A partire dal 30 dicembre, infatti, entrerà in vigore l’ultimo decreto-legge , il quale conferma, con modalità rigide e controllate, la possibilità per i familiari di fare visita ai propri parenti all’interno delle Case di riposo: il Decreto legge del 24 dicembre, che ha prorogato lo stato di emergenza fino al prossimo 31 marzo, garantirà alle famiglie di visitare i propri cari nelle strutture residenziali, socio-assistenziali, socio-sanitarie e hospice, descrivendo con precisione delle linee guida per proteggere se stessi ed i più fragili dal virus presente nel nostro territorio. In base all’articolo 7, mediante il quale vengono esposte le procedure di ingresso nelle Residenze, sarà consentito l’accesso ai visitatori, familiari o caregiver, che soddisfano appositi requisiti: essi dovranno infatti essere in possesso della certificazione verde Covid-19 rilasciata a seguito della somministrazione della dose di richiamo successivo al ciclo vaccinale primario oppure essere in possesso della certificazione verde Covid-19 rilasciata a seguito del completamento del ciclo vaccinale primario o dell’avvenuta guarigione, con specifica dichiarazione che dimostri l’esito negativo del test antigenico rapido o molecolare eseguito 48 ore precedenti l’ingresso.

Assicurare una corretta erogazione di servizi e di risorse costituisce l’obiettivo prioritario all’interno delle strutture residenziali: lo scopo principale è quello di evitare situazioni di pericolo e di emergenza, dove sulla base dei dati emersi è stata necessariamente modificata la precedente Circolare del Ministero della Salute. Nel corso del tempo, è risultata evidente la necessità di garantire l’accesso nelle Rsa ad almeno un familiare: l’esigenza ed il bisogno del contatto con la propria famiglia si è manifestato anche attraverso un importante effetto sul benessere psico-fisico degli anziani, per i quali è apparso evidente come il semplice calore umano sia in grado di offrire sollievo e supporto. 
Per tutelare maggiormente la situazione nelle Rsa, ancora molto precaria, come afferma Gianmario Gazzi, Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda Pubblica Servizi alla Persona “Cesare Benedetti” di Mori in provincia di Trento, sono state apportate ulteriori concessioni alle famiglie: “Ben consapevoli dell’importanza delle relazioni tra familiari e ospiti, e dei benefici che il contatto può portare, fino a sabato 8 gennaio abbiamo aggiunto la possibilità di fare una visita settimanale in più: saranno quattro anziché tre. Crediamo sia meglio potenziare le visite all’interno della Rsa, in un ambiente protetto, anziché rischiare l’uscita verso l’esterno. Perciò abbiamo sospeso la possibilità per i familiari di portare il proprio caro all’esterno della struttura. Si tratta di una scelta che non prendiamo a cuor leggero: siamo consapevoli della limitazione che ciò comporta, ma la situazione esterna alla struttura, che vede un incremento importante dei contagi, ci impone di assumere questa decisione improntata alla massima prudenza”.


Le severe restrizioni imposte dal Governo a causa della pandemia hanno inevitabilmente trasformato la vita di ciascun individuo, riducendo attività e spostamenti, e limitando semplici gesti che caratterizzavano la quotidianità di molti. Anche nelle Residenze per anziani la routine ha subito profonde modiche: per tutelare il benessere degli ospiti e salvaguardare la salute dei più fragili, il Governo ha emesso una serie di limitazioni, vincolando anche le occasioni di contatto tra gli anziani ed il mondo circostante.

A partire dal 30 dicembre, infatti, entrerà in vigore l’ultimo decreto-legge , il quale conferma, con modalità rigide e controllate, la possibilità per i familiari di fare visita ai propri parenti all’interno delle Case di riposo: il Decreto legge del 24 dicembre, che ha prorogato lo stato di emergenza fino al prossimo 31 marzo, garantirà alle famiglie di visitare i propri cari nelle strutture residenziali, socio-assistenziali, socio-sanitarie e hospice, descrivendo con precisione delle linee guida per proteggere se stessi ed i più fragili dal virus presente nel nostro territorio. In base all’articolo 7, mediante il quale vengono esposte le procedure di ingresso nelle Residenze, sarà consentito l’accesso ai visitatori, familiari o caregiver, che soddisfano appositi requisiti: essi dovranno infatti essere in possesso della certificazione verde Covid-19 rilasciata a seguito della somministrazione della dose di richiamo successivo al ciclo vaccinale primario oppure essere in possesso della certificazione verde Covid-19 rilasciata a seguito del completamento del ciclo vaccinale primario o dell’avvenuta guarigione, con specifica dichiarazione che dimostri l’esito negativo del test antigenico rapido o molecolare eseguito 48 ore precedenti l’ingresso.

Assicurare una corretta erogazione di servizi e di risorse costituisce l’obiettivo prioritario all’interno delle strutture residenziali: lo scopo principale è quello di evitare situazioni di pericolo e di emergenza, dove sulla base dei dati emersi è stata necessariamente modificata la precedente Circolare del Ministero della Salute. Nel corso del tempo, è risultata evidente la necessità di garantire l’accesso nelle Rsa ad almeno un familiare: l’esigenza ed il bisogno del contatto con la propria famiglia si è manifestato anche attraverso un importante effetto sul benessere psico-fisico degli anziani, per i quali è apparso evidente come il semplice calore umano sia in grado di offrire sollievo e supporto. 
Per tutelare maggiormente la situazione nelle Rsa, ancora molto precaria, come afferma Gianmario Gazzi, Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda Pubblica Servizi alla Persona “Cesare Benedetti” di Mori in provincia di Trento, sono state apportate ulteriori concessioni alle famiglie: “Ben consapevoli dell’importanza delle relazioni tra familiari e ospiti, e dei benefici che il contatto può portare, fino a sabato 8 gennaio abbiamo aggiunto la possibilità di fare una visita settimanale in più: saranno quattro anziché tre. Crediamo sia meglio potenziare le visite all’interno della Rsa, in un ambiente protetto, anziché rischiare l’uscita verso l’esterno. Perciò abbiamo sospeso la possibilità per i familiari di portare il proprio caro all’esterno della struttura. Si tratta di una scelta che non prendiamo a cuor leggero: siamo consapevoli della limitazione che ciò comporta, ma la situazione esterna alla struttura, che vede un incremento importante dei contagi, ci impone di assumere questa decisione improntata alla massima prudenza”.

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