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"Di-Vino in vino": a Monforte d'Alba (Cuneo) l'eccellenza enologica arriva in casa di riposo

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23 Luglio 2021

Lo scorso venerdì 16 luglio l’impresa sociale “Le Radici”, insieme alla casa di riposo “Don Carlo Ocole” di Monforte d’Alba (Cuneo) hanno dato vita a “Di-Vino in vino”, una degustazione guidata alla cieca per gli ospiti della residenza. Un modo splendido per mettersi alle spalle il terribile periodo passato durante la pandemia, e tornare a guardare con ottimismo - e del buon vino - all'avvenire. Insieme alla degustazione, una narrazione dei vini serviti agli anziani, ospiti della casa di riposo proprio al centro del borgo vinicolo che si affaccia sulle colline delle Langhe.
Non solo vini e storie: a completare l'experience dei fortunati ospiti anche gli ottimi canti della tradizione piemontese, con un interprete d'eccezione, ovvero il presidente della residenza per anziani “Don Carlo Ocole”, don Massimo Ferrio. 

L’impresa sociale “Le Radici”, che si prefigge di dare vita a progetti innovativi valorizzando il territorio - coinvolgendo dagli anziani ai più piccini - ha commentato il progetto per bocca di Silvano Icardi, ideatore dell'iniziativa: “Con questo progetto vorremmo costruire un percorso legato alla valorizzazione di quelle radici, che alla nostra impresa sociale danno il nome, che costituiscono il cuore della nostra storia, a partire da quella degli anziani, il cui ruolo sociale, oggigiorno, spesso non viene valorizzato abbastanza  L’idea parte da un nuovo concetto di intendere le tradizioni e il territorio, che può fungere da ponte tra le generazioni. Il vino è certamente uno dei settori chiave per questa terra e riveste un ruolo aggregante: con l’appuntamento di oggi abbiamo voluto proporre un’esperienza personale sensoriale, da cui possono scaturire ricordi e racconti di vita. Attraverso una degustazione alla cieca, stimoli sensoriali legati all’olfatto generano emozioni e fanno riaffiorare memorie passate. Un’emozione aiuta a fissare maggiormente un ricordo, che verrà legato positivamente dallo stimolo odoroso al vino e, di conseguenza, al territorio da cui arriva”.

Da par suo, Sara Bongioanni, responsabile della struttura Don Carlo Ocole, parlando a  La Voce di Asti, ha commentato: “Grazie alla disponibilità dei produttori vinicoli locali Poderi Aldo Conterno, Silvano Bolmida, Conterno Fantino e Bruno Pressenda, abbiamo voluto offrire un’occasione per stare insieme e giocare, coinvolgendo i nostri ospiti perché si sentano attivi e partecipi. Attraverso una degustazione di vini guidata professionale e alla cieca, per la quale ringraziamo la sommelier Angela Tartaglia, abbiamo voluto rendere gli anziani, ospiti della casa di riposo, gli assoluti protagonisti di una straordinaria e inconsueta esperienza, alla riscoperta di sensi, sapori, odori, profumi che risvegliano i ricordi delle nostre terre e del lavoro duro e instancabile di tanti uomini e donne”.


Lo scorso venerdì 16 luglio l’impresa sociale “Le Radici”, insieme alla casa di riposo “Don Carlo Ocole” di Monforte d’Alba (Cuneo) hanno dato vita a “Di-Vino in vino”, una degustazione guidata alla cieca per gli ospiti della residenza. Un modo splendido per mettersi alle spalle il terribile periodo passato durante la pandemia, e tornare a guardare con ottimismo - e del buon vino - all'avvenire. Insieme alla degustazione, una narrazione dei vini serviti agli anziani, ospiti della casa di riposo proprio al centro del borgo vinicolo che si affaccia sulle colline delle Langhe.
Non solo vini e storie: a completare l'experience dei fortunati ospiti anche gli ottimi canti della tradizione piemontese, con un interprete d'eccezione, ovvero il presidente della residenza per anziani “Don Carlo Ocole”, don Massimo Ferrio. 

L’impresa sociale “Le Radici”, che si prefigge di dare vita a progetti innovativi valorizzando il territorio - coinvolgendo dagli anziani ai più piccini - ha commentato il progetto per bocca di Silvano Icardi, ideatore dell'iniziativa: “Con questo progetto vorremmo costruire un percorso legato alla valorizzazione di quelle radici, che alla nostra impresa sociale danno il nome, che costituiscono il cuore della nostra storia, a partire da quella degli anziani, il cui ruolo sociale, oggigiorno, spesso non viene valorizzato abbastanza  L’idea parte da un nuovo concetto di intendere le tradizioni e il territorio, che può fungere da ponte tra le generazioni. Il vino è certamente uno dei settori chiave per questa terra e riveste un ruolo aggregante: con l’appuntamento di oggi abbiamo voluto proporre un’esperienza personale sensoriale, da cui possono scaturire ricordi e racconti di vita. Attraverso una degustazione alla cieca, stimoli sensoriali legati all’olfatto generano emozioni e fanno riaffiorare memorie passate. Un’emozione aiuta a fissare maggiormente un ricordo, che verrà legato positivamente dallo stimolo odoroso al vino e, di conseguenza, al territorio da cui arriva”.

Da par suo, Sara Bongioanni, responsabile della struttura Don Carlo Ocole, parlando a  La Voce di Asti, ha commentato: “Grazie alla disponibilità dei produttori vinicoli locali Poderi Aldo Conterno, Silvano Bolmida, Conterno Fantino e Bruno Pressenda, abbiamo voluto offrire un’occasione per stare insieme e giocare, coinvolgendo i nostri ospiti perché si sentano attivi e partecipi. Attraverso una degustazione di vini guidata professionale e alla cieca, per la quale ringraziamo la sommelier Angela Tartaglia, abbiamo voluto rendere gli anziani, ospiti della casa di riposo, gli assoluti protagonisti di una straordinaria e inconsueta esperienza, alla riscoperta di sensi, sapori, odori, profumi che risvegliano i ricordi delle nostre terre e del lavoro duro e instancabile di tanti uomini e donne”.

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