Info Utili

Assistenza domiciliare per anziani: come funziona e come accedervi

alt_text
24 Luglio 2019
Non sempre purtroppo le cure e l’aiuto dei familiari sono sufficienti a rispondere ai bisogni di un anziano non autosufficiente o che si trovi a vivere una condizione di fragilità psichica oppure isolamento sociale. Per fare fronte a queste esigenze e per alleviare in parte il carico dei caregiver,  il Servizio Sanitario Nazionale  garantisce la fornitura di un insieme di prestazioni sanitarie e assistenziali professionali direttamente al domicilio dell’anziano.

Organizzazione del servizio di Assistenza Domiciliare

Il servizio di Assistenza Domiciliare è attivo su tutto il territorio nazionale ed è coordinato dalle ASL in collaborazione con i Comuni, che costituiscono il punto di riferimento per i servizi socio-assistenziali erogabili ad integrazione delle prestazioni sanitarie, secondo la fascia di reddito dell’assitito. Pertanto il servizio può avere un’organizzazione differente in base alle normative stabilite a livello regionale ed è quindi necessario fare riferimento alle informazioni consultabili sui canali ufficiali della propria ASL di riferimento. 
L’accesso all’Assistenza Domiciliare può essere attivato solo dopo una valutazione del bisogno di assistenza sanitaria e sociale da parte di una équipe multidisciplinare, la quale ha il compito di definire un Piano Assistenziale Integrato (PAI). Sulla base del PAI vengono quindi fornite le necessarie prestazioni sanitarie (di carattere medico, infermieristico o riabilitativo) o socio-assistenziali (supporto nell’igiene personale, nella preparazione dei pasti, nella pulizia della casa ecc.) al domicilio dell’anziano. 
A seconda degli obiettivi stabiliti nel PAI e delle condizioni dell’anziano,  il servizio può avere carattere continuativo oppure temporaneo; in questo secondo caso, ad esempio dopo le dimissioni da un ricovero ospedaliero, esso viene sospeso quando il quadro clinico del paziente viene stabilizzato o quando viene meno la condizione di non autosufficienza. Le prestazioni sanitarie erogate tramite il servizio di Assistenza Domiciliare sono totalmente a carico del SSN indipendentemente dal reddito della persona da assistere. 

Requisiti di Accesso

Tra le patologie che permettono l’attivazione dell’Assistenza Domiciliare rientrano ad esempio le malattie terminali, le malattie croniche degenerative e invalidanti, le fratture gravi nei pazienti anziani, le patologie vascolari o neurologiche che richiedono riabilitazione, ma anche tutte quelle condizioni acute che rendono l’anziano temporaneamente non autosufficiente, ad esempio dopo le dimissioni da un ricovero ospedaliero.
L’Assistenza Domiciliare è attivabile previa segnalazione al Medico del Distretto dell’ASL di riferimento. La segnalazione all’ASL può avvenire direttamente da parte dell’assistito e dei suoi familiari, oppure tramite il Medico di Base (o del Medico ospedaliero in caso di ricovero), o tramite i servizi sociali dal Comune di residenza. Ricevuta la segnalazione, il medico del Distretto contatta il Medico di Base ed avvia le procedure per l’attivazione dell’Assistenza Domiciliare. 
I bisogni di assistenza del paziente vengono poi esaminati da una équipe multidisciplinare o Unità di Valutazione Multidisciplinare (UVM) che può essere composta a seconda dei casi dalle seguenti figure: medico specialista, infermiere professionale, fisioterapisata, OSS e assistente sociale. L’UVM ha il compito di valutare l’ammissione o meno al servizio, di definire gli obiettivi dell’intervento e infine di elaborare il Piano Assistenziale Integrato (PAI). 
Una volta preso in carico, il paziente riceve al proprio domicilio le prestazioni necessarie al trattamento delle proprie patologie, al recupero delle proprie abilità  e al miglioramento della propria qualità di vita. L’erogazione del servizio termina quando siano stati raggiunti gli obiettivi fissati nel PAI o quando le condizioni del paziente sono tali da richiedere il ricovero in ospedale o presso un’altra struttura residenziale, come una residenza sanitaria assistenziale (RSA) o semi residenziale, come un centro diurno integrato.

Assistenza domiciliare privata

Esistono infine diversi servizi di assistenza domiciliare privata, a carico dell’assistito e dei suoi familiari, che operano in modo analogo al Servizio Sanitario Nazionale e prevedono anche in questo caso una valutazione  dei bisogni assistenziali dell’assistito e la definizione di un progetto assistenziale in base al quale vengono stabiliti i servizi da attivare. I servizi di natura privata forniscono prestazioni da parte di professionisti e comprendono solitamente anche l’assistenza tutelare notturna o durante il week end in modo da alleviare il carico dei familiari o dei caregiver.
Non sempre purtroppo le cure e l’aiuto dei familiari sono sufficienti a rispondere ai bisogni di un anziano non autosufficiente o che si trovi a vivere una condizione di fragilità psichica oppure isolamento sociale. Per fare fronte a queste esigenze e per alleviare in parte il carico dei caregiver,  il Servizio Sanitario Nazionale  garantisce la fornitura di un insieme di prestazioni sanitarie e assistenziali professionali direttamente al domicilio dell’anziano.

Organizzazione del servizio di Assistenza Domiciliare

Il servizio di Assistenza Domiciliare è attivo su tutto il territorio nazionale ed è coordinato dalle ASL in collaborazione con i Comuni, che costituiscono il punto di riferimento per i servizi socio-assistenziali erogabili ad integrazione delle prestazioni sanitarie, secondo la fascia di reddito dell’assitito. Pertanto il servizio può avere un’organizzazione differente in base alle normative stabilite a livello regionale ed è quindi necessario fare riferimento alle informazioni consultabili sui canali ufficiali della propria ASL di riferimento. 
L’accesso all’Assistenza Domiciliare può essere attivato solo dopo una valutazione del bisogno di assistenza sanitaria e sociale da parte di una équipe multidisciplinare, la quale ha il compito di definire un Piano Assistenziale Integrato (PAI). Sulla base del PAI vengono quindi fornite le necessarie prestazioni sanitarie (di carattere medico, infermieristico o riabilitativo) o socio-assistenziali (supporto nell’igiene personale, nella preparazione dei pasti, nella pulizia della casa ecc.) al domicilio dell’anziano. 
A seconda degli obiettivi stabiliti nel PAI e delle condizioni dell’anziano,  il servizio può avere carattere continuativo oppure temporaneo; in questo secondo caso, ad esempio dopo le dimissioni da un ricovero ospedaliero, esso viene sospeso quando il quadro clinico del paziente viene stabilizzato o quando viene meno la condizione di non autosufficienza. Le prestazioni sanitarie erogate tramite il servizio di Assistenza Domiciliare sono totalmente a carico del SSN indipendentemente dal reddito della persona da assistere. 

Requisiti di Accesso

Tra le patologie che permettono l’attivazione dell’Assistenza Domiciliare rientrano ad esempio le malattie terminali, le malattie croniche degenerative e invalidanti, le fratture gravi nei pazienti anziani, le patologie vascolari o neurologiche che richiedono riabilitazione, ma anche tutte quelle condizioni acute che rendono l’anziano temporaneamente non autosufficiente, ad esempio dopo le dimissioni da un ricovero ospedaliero.
L’Assistenza Domiciliare è attivabile previa segnalazione al Medico del Distretto dell’ASL di riferimento. La segnalazione all’ASL può avvenire direttamente da parte dell’assistito e dei suoi familiari, oppure tramite il Medico di Base (o del Medico ospedaliero in caso di ricovero), o tramite i servizi sociali dal Comune di residenza. Ricevuta la segnalazione, il medico del Distretto contatta il Medico di Base ed avvia le procedure per l’attivazione dell’Assistenza Domiciliare. 
I bisogni di assistenza del paziente vengono poi esaminati da una équipe multidisciplinare o Unità di Valutazione Multidisciplinare (UVM) che può essere composta a seconda dei casi dalle seguenti figure: medico specialista, infermiere professionale, fisioterapisata, OSS e assistente sociale. L’UVM ha il compito di valutare l’ammissione o meno al servizio, di definire gli obiettivi dell’intervento e infine di elaborare il Piano Assistenziale Integrato (PAI). 
Una volta preso in carico, il paziente riceve al proprio domicilio le prestazioni necessarie al trattamento delle proprie patologie, al recupero delle proprie abilità  e al miglioramento della propria qualità di vita. L’erogazione del servizio termina quando siano stati raggiunti gli obiettivi fissati nel PAI o quando le condizioni del paziente sono tali da richiedere il ricovero in ospedale o presso un’altra struttura residenziale, come una residenza sanitaria assistenziale (RSA) o semi residenziale, come un centro diurno integrato.

Assistenza domiciliare privata

Esistono infine diversi servizi di assistenza domiciliare privata, a carico dell’assistito e dei suoi familiari, che operano in modo analogo al Servizio Sanitario Nazionale e prevedono anche in questo caso una valutazione  dei bisogni assistenziali dell’assistito e la definizione di un progetto assistenziale in base al quale vengono stabiliti i servizi da attivare. I servizi di natura privata forniscono prestazioni da parte di professionisti e comprendono solitamente anche l’assistenza tutelare notturna o durante il week end in modo da alleviare il carico dei familiari o dei caregiver.

Altre News