Salute e benessere

Studio USA conferma il legame tra perdita dell'udito e demenza

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20 Gennaio 2023

Un nuovo studio indica nuove prove del legame tra perdita dell'udito e demenza. Condotto dalla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, la ricerca ha coinvolto 2.400 anziani e ha rivelato che l'uso di apparecchi acustici riduce la possibilità che una persona ipoudente sviluppi la demenza.

I risultati sono in linea con altri studi che mostrano che la perdita dell'udito sarebbe un fattore che contribuisce al rischio di demenza, ma che il trattamento di questa perdita, tuttavia, potrebbe ridurre il rischio che la demenza si verifichi. I risultati sono stati pubblicati online in una lettera di ricerca dal Journal of American Medical Association.

“Questo studio perfeziona ciò che abbiamo già osservato sul legame tra perdita dell’udito e demenza e rafforza il sostegno per un’azione di salute pubblica volta a migliorare l’accesso alle cure per l’udito”, afferma Alison Huang, l’autrice principale e ricercatrice senior associata presso il Dipartimento di Epidemiologia della Bloomberg School e presso il Cochlear Center for Hearing and Public Health.

Lo studio


Durante lo studio è stato analizzato un set di dati del National Health and Aging Trends Study (NHATS), che dal 2011 ha campioni nazionali di beneficiari Medicare di età superiore ai 65 anni.

Sul totale di 2.413 persone analizzate, più della metà aveva un età superiore a 80 anni. È stata rilevata una chiara associazione tra demenza e perdita dell'udito, con la prevalenza della demenza tra i partecipanti con perdita dell'udito da moderata a grave superiore del 61% rispetto a quella dei partecipanti con udito normale. In 853 partecipanti con ipoacusia da moderata a grave, ma che usavano apparecchi acustici, la prevalenza della demenza era inferiore del 32%.

Secondo gli autori, molti degli studi condotti in precedenza con la stessa premessa erano limitati perché la raccolta dei dati non considerava i gruppi vulnerabili che non avevano i mezzi per ottenere cure mediche. Questa volta, i ricercatori hanno raccolto dati attraverso test e interviste a domicilio dei beneficiari di Medicare, sistema di assicurazione sanitaria gestito dal governo degli Stati Uniti.

Non è del tutto chiaro, tuttavia, come la perdita dell'udito sia collegata alla demenza, ma gli studi indicano diversi possibili meccanismi. La ricerca condotta da Huang si aggiunge ad altre presso il Cochlear Center for Hearing and Public Health che esaminano il legame tra perdita dell'udito e demenza.


Un nuovo studio indica nuove prove del legame tra perdita dell'udito e demenza. Condotto dalla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, la ricerca ha coinvolto 2.400 anziani e ha rivelato che l'uso di apparecchi acustici riduce la possibilità che una persona ipoudente sviluppi la demenza.

I risultati sono in linea con altri studi che mostrano che la perdita dell'udito sarebbe un fattore che contribuisce al rischio di demenza, ma che il trattamento di questa perdita, tuttavia, potrebbe ridurre il rischio che la demenza si verifichi. I risultati sono stati pubblicati online in una lettera di ricerca dal Journal of American Medical Association.

“Questo studio perfeziona ciò che abbiamo già osservato sul legame tra perdita dell’udito e demenza e rafforza il sostegno per un’azione di salute pubblica volta a migliorare l’accesso alle cure per l’udito”, afferma Alison Huang, l’autrice principale e ricercatrice senior associata presso il Dipartimento di Epidemiologia della Bloomberg School e presso il Cochlear Center for Hearing and Public Health.

Lo studio


Durante lo studio è stato analizzato un set di dati del National Health and Aging Trends Study (NHATS), che dal 2011 ha campioni nazionali di beneficiari Medicare di età superiore ai 65 anni.

Sul totale di 2.413 persone analizzate, più della metà aveva un età superiore a 80 anni. È stata rilevata una chiara associazione tra demenza e perdita dell'udito, con la prevalenza della demenza tra i partecipanti con perdita dell'udito da moderata a grave superiore del 61% rispetto a quella dei partecipanti con udito normale. In 853 partecipanti con ipoacusia da moderata a grave, ma che usavano apparecchi acustici, la prevalenza della demenza era inferiore del 32%.

Secondo gli autori, molti degli studi condotti in precedenza con la stessa premessa erano limitati perché la raccolta dei dati non considerava i gruppi vulnerabili che non avevano i mezzi per ottenere cure mediche. Questa volta, i ricercatori hanno raccolto dati attraverso test e interviste a domicilio dei beneficiari di Medicare, sistema di assicurazione sanitaria gestito dal governo degli Stati Uniti.

Non è del tutto chiaro, tuttavia, come la perdita dell'udito sia collegata alla demenza, ma gli studi indicano diversi possibili meccanismi. La ricerca condotta da Huang si aggiunge ad altre presso il Cochlear Center for Hearing and Public Health che esaminano il legame tra perdita dell'udito e demenza.

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