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Riforma pensioni: le proposte dell'INPS

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5 Novembre 2020

In vista del superamento di "Quota 100", previsto per il dicembre 2021, l'Istituto Nazionale Previdenza Sociale ha messo sul tavolo quelli che sono i punti cardine su cui puntare per la riforma, secondo lo stesso Istituto.

Il contributo dell'INPS si inserisce invero nel confronto sul tema già in essere tra governo e sindacati, con le conseguenti proposte già al vaglio: da "Quota 102" a "Quota 41", passando per una formula assimilabile a "Quota 100", seppure con differenti soglie e conseguenti segmentazioni sull’assegno.

Quattro le priorità individuate dall'Istituto presieduto da Pasquale Tridico: pensione di garanzia, copertura dei buchi contributivi delle carriere discontinue, tutela lavori usuranti e flessibilità in uscita. Innanzitutto una forma di pensione minima di garanzia, in modo che possano contare su un adeguato sostentamento tutti i futuri pensionati, in particolare la marea montante di giovani che contano con carriere precarie e discontinue. A questo proposito, l'INPS propone di valorizzare gratuitamente i periodi formativi a fini pensionistici nell'ambito della riforma. 

Per ciò che concerne le attività usuranti e gravose, così come per i disoccupati over 60, l'Istituto propone di potenziare APE e Pensione Precoci, che “andrebbero approfonditi e resi più generosi e strutturali, al fine di raggiungere quella sperata flessibilità che altrimenti il sistema contributivo difficilmente restituisce”.

Per quanto riguarda la flessibilità in uscita, l’INPS individua la necessita di una riduzione dell’età di accesso alla pensione, nonché l’attribuzione di un coefficiente più favorevole per i lavoratori impegnati in attività usuranti o gravose. Andrebbero inoltre stimolate le pensioni complementari, opzioni nel presente vagliate solo da lavoratori stabili con stipendi medio alti. L’incentivazione dovrebbe arrivare tramite l’offerta - da parte di soggetti pubblici - di strumenti di previdenza complementare, al fine di allargare la base contributiva dei questa forma previdenziale. Sotto i riflettori delle proposte dell’INPS finiscono anche le lavoratrici madri, per cui l’Istituto propone sostanziali sconti contributivi

Infine l’Istituto punta l’indice su quelle che sono le criticità sistemiche su cui intervenire senza esitazioni: dall’alta disoccupazione giovanile, all’aumento del requisito di accesso alla pensione anticipata indipendente dall’età, a causa dell’incremento della speranza di vita, passando per il gender gap (la disparità salariale tra uomini e donne).
  

In vista del superamento di "Quota 100", previsto per il dicembre 2021, l'Istituto Nazionale Previdenza Sociale ha messo sul tavolo quelli che sono i punti cardine su cui puntare per la riforma, secondo lo stesso Istituto.

Il contributo dell'INPS si inserisce invero nel confronto sul tema già in essere tra governo e sindacati, con le conseguenti proposte già al vaglio: da "Quota 102" a "Quota 41", passando per una formula assimilabile a "Quota 100", seppure con differenti soglie e conseguenti segmentazioni sull’assegno.

Quattro le priorità individuate dall'Istituto presieduto da Pasquale Tridico: pensione di garanzia, copertura dei buchi contributivi delle carriere discontinue, tutela lavori usuranti e flessibilità in uscita. Innanzitutto una forma di pensione minima di garanzia, in modo che possano contare su un adeguato sostentamento tutti i futuri pensionati, in particolare la marea montante di giovani che contano con carriere precarie e discontinue. A questo proposito, l'INPS propone di valorizzare gratuitamente i periodi formativi a fini pensionistici nell'ambito della riforma. 

Per ciò che concerne le attività usuranti e gravose, così come per i disoccupati over 60, l'Istituto propone di potenziare APE e Pensione Precoci, che “andrebbero approfonditi e resi più generosi e strutturali, al fine di raggiungere quella sperata flessibilità che altrimenti il sistema contributivo difficilmente restituisce”.

Per quanto riguarda la flessibilità in uscita, l’INPS individua la necessita di una riduzione dell’età di accesso alla pensione, nonché l’attribuzione di un coefficiente più favorevole per i lavoratori impegnati in attività usuranti o gravose. Andrebbero inoltre stimolate le pensioni complementari, opzioni nel presente vagliate solo da lavoratori stabili con stipendi medio alti. L’incentivazione dovrebbe arrivare tramite l’offerta - da parte di soggetti pubblici - di strumenti di previdenza complementare, al fine di allargare la base contributiva dei questa forma previdenziale. Sotto i riflettori delle proposte dell’INPS finiscono anche le lavoratrici madri, per cui l’Istituto propone sostanziali sconti contributivi

Infine l’Istituto punta l’indice su quelle che sono le criticità sistemiche su cui intervenire senza esitazioni: dall’alta disoccupazione giovanile, all’aumento del requisito di accesso alla pensione anticipata indipendente dall’età, a causa dell’incremento della speranza di vita, passando per il gender gap (la disparità salariale tra uomini e donne).
  

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