Costume e Società

Retta RSA: paga il SSN se le cure sanitarie prevalgono su quelle assistenziali

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4 Novembre 2019
Lo ha stabilito la sentenza n. 1824, emanata il 19 luglio scorso dal Tribunale di Monza, che ha revocato il decreto ingiuntivo, con cui una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) della Brianza richiedeva al nipote di una anziana ospite della struttura il pagamento delle rette non saldate per un importo pari a 7.400 euro
La vicenda risale alla primavera 2015, quando il nipote di una anziana ricoverata in una RSA privata, ma convenzionata con il SSN, aveva deciso di non pagare la retta per il ricovero nella struttura, venendo meno agli impegni di pagamento previsti dal contratto.
La residenza aveva dunque inviato al nipote della donna un decreto ingiuntivo per intimargli il pagamento delle rette arretrate, per una somma totale di 7400 euro. L’uomo però, tramite il proprio legale, ha presentato opposizione all’ingiunzione di pagamento; opposizione che è stata accolta dal Tribunale di Monza
L’anziana signora infatti, era affetta da alcune patologie croniche e degenerative e necessitava di un’assistenza sanitaria continua. In casi come questi, ha spiegato il legale del nipote, la normativa nazionale prevede che il costo della retta per il ricovero in una Residenza Sanitaria Assistenziale (pubblica o convenzionata con SSN), debba essere sostenuto interamente dal SSN e che non debba ricadere sull’ospite o sui familiari, nel caso in cui le prestazioni sanitarie erogate in struttura siano prevalenti su quelle assistenziali o ad esse collegate, come di fatto accade per gli anziani ricoverati in RSA.
In base alle normative vigenti nel nostro paese, cosi come un Ospedale Pubblico non può pretendere che il paziente sostenga con i propri mezzi il costo del ricovero, allo stesso modo una RSA non può richiedere il pagamento della retta in riferimento alle prestazioni sanitarie erogate, se la componente sanitaria prevale su quella assistenziale. Si tratta di una sentenza importante, poiché ribadisce la centralità del diritto alla salute dei cittadini, e contribuisce a definire il limite tra i costi a carico del servizio pubblico e quelli a carico delle famiglie, in caso di ricovero in RSA. 

Lo ha stabilito la sentenza n. 1824, emanata il 19 luglio scorso dal Tribunale di Monza, che ha revocato il decreto ingiuntivo, con cui una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) della Brianza richiedeva al nipote di una anziana ospite della struttura il pagamento delle rette non saldate per un importo pari a 7.400 euro
La vicenda risale alla primavera 2015, quando il nipote di una anziana ricoverata in una RSA privata, ma convenzionata con il SSN, aveva deciso di non pagare la retta per il ricovero nella struttura, venendo meno agli impegni di pagamento previsti dal contratto.
La residenza aveva dunque inviato al nipote della donna un decreto ingiuntivo per intimargli il pagamento delle rette arretrate, per una somma totale di 7400 euro. L’uomo però, tramite il proprio legale, ha presentato opposizione all’ingiunzione di pagamento; opposizione che è stata accolta dal Tribunale di Monza
L’anziana signora infatti, era affetta da alcune patologie croniche e degenerative e necessitava di un’assistenza sanitaria continua. In casi come questi, ha spiegato il legale del nipote, la normativa nazionale prevede che il costo della retta per il ricovero in una Residenza Sanitaria Assistenziale (pubblica o convenzionata con SSN), debba essere sostenuto interamente dal SSN e che non debba ricadere sull’ospite o sui familiari, nel caso in cui le prestazioni sanitarie erogate in struttura siano prevalenti su quelle assistenziali o ad esse collegate, come di fatto accade per gli anziani ricoverati in RSA.
In base alle normative vigenti nel nostro paese, cosi come un Ospedale Pubblico non può pretendere che il paziente sostenga con i propri mezzi il costo del ricovero, allo stesso modo una RSA non può richiedere il pagamento della retta in riferimento alle prestazioni sanitarie erogate, se la componente sanitaria prevale su quella assistenziale. Si tratta di una sentenza importante, poiché ribadisce la centralità del diritto alla salute dei cittadini, e contribuisce a definire il limite tra i costi a carico del servizio pubblico e quelli a carico delle famiglie, in caso di ricovero in RSA. 

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