Salute e benessere

Monitorare la qualità del sonno con sensori hi-tech. La sperimentazione alla RSA Doria di Genova

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Il test, per la prima volta eseguito in una struttura sanitaria,  prevede l’applicazione su 12 posti letto di sensori in grado di raccogliere informazioni sull’attività dell’organismo mentre dorme. La sperimentazione durerà 3 mesi, durante i quali verrà analizzata la qualità del sonno nelle sue fasi di veglia e di effettivo riposo.
I sensori hi-tech sono in grado non solo di registrare il risveglio e le eventuali uscite dal letto, ma anche di monitorare i movimenti involontari e volontari dei pazienti, nonché la loro frequenza respiratoria e cardiaca. I dati raccolti vengono poi salvati in un cloud per essere elaborati da un sotware di nuova generazione.
Sensori di questo tipo sono stati utilizzati  per la prima volta in ambito sportivo, per il monitoraggio delle condizioni di atleti sottoposti a grandi sforzi fisici. Si trattava allora di braccialetti da indossare per valutare le prestazioni atletiche, mentre oggi, grazie all’evoluzione tecnologica, non è più necessario porre questi dispositivi sulla persona, ma è sufficiente posizionarli sotto il materasso, rendendo perciò molto più semplice l’applicazione alle persone anziane ricoverate in strutture residenziali.   
Secondo lo studio preliminare del progetto, nel nostro paese si registra una crescita dei disturbi legati al sonno, che , se non adeguatamente curati, possono avere conseguenze gravi sulla salute e la sicurezza specialmente delle persone in condizione di fragilità, come gli anziani. Per questo il test avrà l’obiettivo di monitorare diverse tipologie di pazienti, tutti provenienti dall’Opedale Galliera di Genova, i quali saranno ospitati nel reparto Cure Intermedie della RSA Doria per un periodo di ulteriore assistenza post ricovero, in vista di un sereno ritorno a casa.
Il test, per la prima volta eseguito in una struttura sanitaria,  prevede l’applicazione su 12 posti letto di sensori in grado di raccogliere informazioni sull’attività dell’organismo mentre dorme. La sperimentazione durerà 3 mesi, durante i quali verrà analizzata la qualità del sonno nelle sue fasi di veglia e di effettivo riposo.
I sensori hi-tech sono in grado non solo di registrare il risveglio e le eventuali uscite dal letto, ma anche di monitorare i movimenti involontari e volontari dei pazienti, nonché la loro frequenza respiratoria e cardiaca. I dati raccolti vengono poi salvati in un cloud per essere elaborati da un sotware di nuova generazione.
Sensori di questo tipo sono stati utilizzati  per la prima volta in ambito sportivo, per il monitoraggio delle condizioni di atleti sottoposti a grandi sforzi fisici. Si trattava allora di braccialetti da indossare per valutare le prestazioni atletiche, mentre oggi, grazie all’evoluzione tecnologica, non è più necessario porre questi dispositivi sulla persona, ma è sufficiente posizionarli sotto il materasso, rendendo perciò molto più semplice l’applicazione alle persone anziane ricoverate in strutture residenziali.   
Secondo lo studio preliminare del progetto, nel nostro paese si registra una crescita dei disturbi legati al sonno, che , se non adeguatamente curati, possono avere conseguenze gravi sulla salute e la sicurezza specialmente delle persone in condizione di fragilità, come gli anziani. Per questo il test avrà l’obiettivo di monitorare diverse tipologie di pazienti, tutti provenienti dall’Opedale Galliera di Genova, i quali saranno ospitati nel reparto Cure Intermedie della RSA Doria per un periodo di ulteriore assistenza post ricovero, in vista di un sereno ritorno a casa.

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