Costume e Società

Gratuità dell'assistenza sanitaria per i malati di Alzheimer: la sentenza del Tribunale di Firenze

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19 Gennaio 2021

Secondo quanto deliberato da una recente sentenza del Tribunale di Firenze, i costi delle prestazioni sociosanitarie a rilevanza sociale, come quelle dei programmi di riabilitazione dei malati di Alzheimer o di demenza senile, devono essere a carico del Sistema sanitario nazionale e non possono ricadere sui parenti dei malati. A renderlo noto è l'associazione Konsumer per la difesa dei diritti dei consumatori, nella figura dell'avvocato Giovanni Franchi.

Il Tribunale si è espresso sulla vicenda della nipote di una paziente affetta da Alzheimer, che si era vista recapitare un decreto ingiuntivo ottenuto da una Azienda pubblica di servizi alla persona di Firenze. Quest'ultima gestisce la Rsa in cui la nonna era degente. Alla nipote erano state dunque addebitate alcune rette di ricovero per quasi 19mila euro, a cui aggiungere interessi e spese. Sottoscrivendo il contratto di ricovero, la nipote si sarebbe impegnata a corrispondere gli importi mensili dovuti dalla nonna.

Il 29 dicembre 2020, il Tribunale di Firenze ha invece revocato il decreto ingiuntivo, dichiarando nullo ex art. 1418 c.c. il contratto contenente l'impegno assunto dalla nipote. 
E, nel frattempo, ha condannato l’Azienda pubblica di Servizi alla Persona Firenze Montedomini alla restituzione delle rette di ricovero corrisposte fino a quel momento, pari a 7.767,05 euro, oltre interessi e spese legali.

"Per noi - spiega l'avvocato di Konsumer Giovanni Franchi - questa è una grande soddisfazione, vedere riconosciuti e rispettati il diritto alla cura e alla dignità delle persone affette da patologie terribili come l'Alzheimer o la demenza senile". "Questa - continua l'avvocato - è una sentenza importantissima, che si uniforma a quelle della Cassazione e della corte d'appello di Milano del 17.5.19, come pure a quelle che abbiamo ottenuto a Foggia (n. 11537/ 2020) e Monza (n. 617/17)".

"Le prestazioni erogate alla nonna nel periodo di degenza rientravano nell'ambito di quelle sanitarie a rilevanza sociale o ad altra integrazione sanitaria, in quanto inserite in un programma di riabilitazione volte a rimuovere gli esiti degenerativi della patologia", pertanto la donna non avrebbe dovuto corrispondere alcun pagamento.
"Vi è un'altra conseguenza derivante dalla sentenza: se le spese sono a carico del SSN, tutto ciò che è stato fino ad ora pagato alle Rsa, deve essere rimborsato da queste ultime, con gli interessi nel frattempo maturati. Le stesse potranno, poi, rivalersi con il Servizio sanitario".

L’avvocato Giovanni Franchi nel 2018 ha lasciato ConfConsumatori ed è diventato presidente regionale Emilia Romagna di Konsumer. Innumerevoli le sue vittorie a favore dei consumatori: da quelle in materia di multiproprietà, di danno da vacanza rovinata, risparmio tradito, nonché tutela di anziani e parenti di persone affette dal morbo di Alzheimer. E, a tutti gli effetti, questa sentenza del Tribunale di Firenze è da annoverare tra le sue vittorie a favore dei consumatori.

Secondo quanto deliberato da una recente sentenza del Tribunale di Firenze, i costi delle prestazioni sociosanitarie a rilevanza sociale, come quelle dei programmi di riabilitazione dei malati di Alzheimer o di demenza senile, devono essere a carico del Sistema sanitario nazionale e non possono ricadere sui parenti dei malati. A renderlo noto è l'associazione Konsumer per la difesa dei diritti dei consumatori, nella figura dell'avvocato Giovanni Franchi.

Il Tribunale si è espresso sulla vicenda della nipote di una paziente affetta da Alzheimer, che si era vista recapitare un decreto ingiuntivo ottenuto da una Azienda pubblica di servizi alla persona di Firenze. Quest'ultima gestisce la Rsa in cui la nonna era degente. Alla nipote erano state dunque addebitate alcune rette di ricovero per quasi 19mila euro, a cui aggiungere interessi e spese. Sottoscrivendo il contratto di ricovero, la nipote si sarebbe impegnata a corrispondere gli importi mensili dovuti dalla nonna.

Il 29 dicembre 2020, il Tribunale di Firenze ha invece revocato il decreto ingiuntivo, dichiarando nullo ex art. 1418 c.c. il contratto contenente l'impegno assunto dalla nipote. 
E, nel frattempo, ha condannato l’Azienda pubblica di Servizi alla Persona Firenze Montedomini alla restituzione delle rette di ricovero corrisposte fino a quel momento, pari a 7.767,05 euro, oltre interessi e spese legali.

"Per noi - spiega l'avvocato di Konsumer Giovanni Franchi - questa è una grande soddisfazione, vedere riconosciuti e rispettati il diritto alla cura e alla dignità delle persone affette da patologie terribili come l'Alzheimer o la demenza senile". "Questa - continua l'avvocato - è una sentenza importantissima, che si uniforma a quelle della Cassazione e della corte d'appello di Milano del 17.5.19, come pure a quelle che abbiamo ottenuto a Foggia (n. 11537/ 2020) e Monza (n. 617/17)".

"Le prestazioni erogate alla nonna nel periodo di degenza rientravano nell'ambito di quelle sanitarie a rilevanza sociale o ad altra integrazione sanitaria, in quanto inserite in un programma di riabilitazione volte a rimuovere gli esiti degenerativi della patologia", pertanto la donna non avrebbe dovuto corrispondere alcun pagamento.
"Vi è un'altra conseguenza derivante dalla sentenza: se le spese sono a carico del SSN, tutto ciò che è stato fino ad ora pagato alle Rsa, deve essere rimborsato da queste ultime, con gli interessi nel frattempo maturati. Le stesse potranno, poi, rivalersi con il Servizio sanitario".

L’avvocato Giovanni Franchi nel 2018 ha lasciato ConfConsumatori ed è diventato presidente regionale Emilia Romagna di Konsumer. Innumerevoli le sue vittorie a favore dei consumatori: da quelle in materia di multiproprietà, di danno da vacanza rovinata, risparmio tradito, nonché tutela di anziani e parenti di persone affette dal morbo di Alzheimer. E, a tutti gli effetti, questa sentenza del Tribunale di Firenze è da annoverare tra le sue vittorie a favore dei consumatori.

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