Costume e Società

educazione intergenerazionale: giovani lettrici entrano nelle case di riposo

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18 Aprile 2017
Un altro bell’esempio di educazione intergenerazionale arriva da una biblioteca civica nella provincia di Asti. Il progetto coinvolge cinque giovani studentesse appartenenti a culture diverse, a cui è stato affidato il compito di leggere libri agli anziani nelle case di riposo e ai bambini nelle scuole d’infanzia. 

L’idea è arrivata dall’assessora alla Cultura di Nizza Monferrato, l’insegnante elementare Ausilia Quaglia, e da Eugenio Carena, che gestisce la biblioteca locale “Umberto Eco”. La particolarità e il valore del progetto risiedono nel fatto che il fine educativo interessa diverse utenze; le studentesse, che leggendo ad alta voce davanti a un pubblico acquistano autostima e sicurezza, gli anziani, che tengono la mente allenata all’attenzione mentre i più piccoli imparano ad ascoltare e ad apprendere. Per tutti rimane inoltre il bagaglio culturale portato dalla lettura di fiabe e romanzi, anche di grandi classici. 

Le ragazze che hanno intrapreso il percorso sono entusiaste: una di loro, Oumaima Sammad, di origini marocchine, ha raccontato a LaStampa.it le emozioni provate leggendo La Luna e i Falò di Cesare Pavese ai 15 ospiti ultraottantenni di una casa di riposo

La ragazza si è trovata immersa nel mondo in cui gli anziani ospiti hanno vissuto, le campagne della zona sud dell’Astigiano, in quel mondo rurale di un tempo ormai lontano di cui la giovane aveva poco sentito parlare. Sono scambi che arricchiscono e curano l’anima, abbattendo qualsiasi muro, razziale e generazionale. 

Un altro bell’esempio di educazione intergenerazionale arriva da una biblioteca civica nella provincia di Asti. Il progetto coinvolge cinque giovani studentesse appartenenti a culture diverse, a cui è stato affidato il compito di leggere libri agli anziani nelle case di riposo e ai bambini nelle scuole d’infanzia. 

L’idea è arrivata dall’assessora alla Cultura di Nizza Monferrato, l’insegnante elementare Ausilia Quaglia, e da Eugenio Carena, che gestisce la biblioteca locale “Umberto Eco”. La particolarità e il valore del progetto risiedono nel fatto che il fine educativo interessa diverse utenze; le studentesse, che leggendo ad alta voce davanti a un pubblico acquistano autostima e sicurezza, gli anziani, che tengono la mente allenata all’attenzione mentre i più piccoli imparano ad ascoltare e ad apprendere. Per tutti rimane inoltre il bagaglio culturale portato dalla lettura di fiabe e romanzi, anche di grandi classici. 

Le ragazze che hanno intrapreso il percorso sono entusiaste: una di loro, Oumaima Sammad, di origini marocchine, ha raccontato a LaStampa.it le emozioni provate leggendo La Luna e i Falò di Cesare Pavese ai 15 ospiti ultraottantenni di una casa di riposo

La ragazza si è trovata immersa nel mondo in cui gli anziani ospiti hanno vissuto, le campagne della zona sud dell’Astigiano, in quel mondo rurale di un tempo ormai lontano di cui la giovane aveva poco sentito parlare. Sono scambi che arricchiscono e curano l’anima, abbattendo qualsiasi muro, razziale e generazionale. 

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