Salute e benessere

Doll Therapy: una bambola per curare l'Alzheimer

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3 Novembre 2018
La casa di riposo “Fondazione Ceci” di Camerano, in provincia di Ancona, sperimenta l’introduzione di una terapia innovativa per alleviare i disturbi comportamentali dei malati di Alzheimer.

 Nata in Svezia alla fine degli anni ‘90, la ‘terapia della bambola’, o Doll Therapy si avvale dell’utilizzo di bambole che imitano lo sguardo, il peso e la morbidezza di un bambino vero. L’interazione con le bambole durante le sessioni di terapia ha lo scopo di risvegliare nel paziente affetto da Alzheimer l’istinto di accudimento e potrebbe attenuare alcuni sintomi comportamentali della malattia.

 La sperimentazione è  cominciata nel mese di febbraio su un gruppo di 28 persone e ha permesso di osservare un miglioramento delle condizioni degli pazienti coinvolti, che si sono mostrati più tranquilli e meno inclini all’isolamento.

 In Italia la Doll Therapy si è diffusa solo recentemente nelle RSA e case di riposo, ma appare evidente il suo effetto positivo su alcuni disturbi comportamentali connessi alla malattia di Alzheimer, come l’aggressività, l’apatia, la depressione e i disturbi del sonno. Questo tipo di terapia aiuterebbe i pazienti a sperimentare emozioni positive rievocando la propria personale esperienza di accudimento, e avrebbe l’effetto di renderli più tranquilli e inclini alla relazione.
La casa di riposo “Fondazione Ceci” di Camerano, in provincia di Ancona, sperimenta l’introduzione di una terapia innovativa per alleviare i disturbi comportamentali dei malati di Alzheimer.

 Nata in Svezia alla fine degli anni ‘90, la ‘terapia della bambola’, o Doll Therapy si avvale dell’utilizzo di bambole che imitano lo sguardo, il peso e la morbidezza di un bambino vero. L’interazione con le bambole durante le sessioni di terapia ha lo scopo di risvegliare nel paziente affetto da Alzheimer l’istinto di accudimento e potrebbe attenuare alcuni sintomi comportamentali della malattia.

 La sperimentazione è  cominciata nel mese di febbraio su un gruppo di 28 persone e ha permesso di osservare un miglioramento delle condizioni degli pazienti coinvolti, che si sono mostrati più tranquilli e meno inclini all’isolamento.

 In Italia la Doll Therapy si è diffusa solo recentemente nelle RSA e case di riposo, ma appare evidente il suo effetto positivo su alcuni disturbi comportamentali connessi alla malattia di Alzheimer, come l’aggressività, l’apatia, la depressione e i disturbi del sonno. Questo tipo di terapia aiuterebbe i pazienti a sperimentare emozioni positive rievocando la propria personale esperienza di accudimento, e avrebbe l’effetto di renderli più tranquilli e inclini alla relazione.

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