Costume e Società

Coronavirus: continuano le truffe agli anziani…e non solo

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16 Marzo 2020

Fin dalle prime ore della drammatica emergenza che sta colpendo il nostro paese, si sono moltiplicati i tentativi di diffondere informazioni false sull’epidemia a fini di lucro, e si sono verificati numerosi tentativi di truffa, sul web ma non solo, in particolare ai danni delle persone anziane: la fascia più fragile della popolazione che in questo momento tutti noi dovremmo contribuire a proteggere.

Si va dai rincari ingiustificati per l’acquisto, soprattutto online, di mascherine e disinfettanti, alla pubblicità ingannevole di dispositivi privi di efficacia, ma spacciati per validi mezzi di prevenzione, fino alle truffe, messe in atto da parte di sedicenti funzionari incaricati dalle Asl, che si presentano nelle case private per eseguire falsi tamponi, disinfestazione delle abitazioni e altre operazioni sanitarie non autorizzate.

Per contrastare questo fenomeno Senior Italia FederAnziani ha diffuso un vademecum di 20 punti, redatto con la collaborazione di un prestigioso comitato di consulenza scientifica. Lo scopo del vademecum è quello di mettere in guardia le persone anziane, e coloro che se ne prendono cura, dai pericoli che si possono incontrare tanto nel web quanto nella vita reale.

L’invito rivolto agli anziani è innanzitutto quello a prendere informazioni sul Coronavirus esclusivamente da fonti ufficiali come i siti web del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, ma non meno importante è l’invito a non credere a chi propone dei rimedi o vaccini contro il contagio e a denunciare tempestivamente al 122 ogni episodio sospetto.

Molte istituzioni, come la Regione Lazio e il Ministero della Salute, si sono già mobilitate attraverso i propri canali di comunicazione ufficiali, per smentire alcune pericolose notizie circolate in rete. E’ il caso, ad esempio, di una nota vocale circolata pochi giorni fa, in cui si annunciava che sarebbe stato effettuato casa per casa il tampone per rilevare le persone affette da Covid-19. La notizia si è rivelata del tutto falsa, e anzi, è stato ribadito che il tampone per il virus si effettua solo nei laboratori del SSN e solo se il medico di base lo ritiene opportuno.

Anche il Codacons ha di recente segnalato all’Antitrust, alla Guardia di Finanza e alla Polizia Postale alcune delle ultime truffe diffuse in rete. La prima riguarda un ossigenatore, presentato ingannevolmente come un ‘kit di prevenzione’ contro il coronavirus e venduto on line al prezzo di 995,70 euro. La seconda riguarda la scoperta di gruppi chiusi sui social network, nei quali alcuni privati vendono mascherine a prezzi esorbitanti, fino a 20 euro l’una, approfittando della limitazione degli spostamenti e della paura dei cittadini. 

«Presentiamo un nuovo esposto ad Antitrust, Guardia di Finanza e Polizia Postale, affinché intervengano per sequestrare le pagine web dove si perpetrano truffe ai consumatori, avviando le dovute indagini nei confronti degli speculatori, e chiediamo alle forze dell’ordine di incrementare i controlli e la vigilanza contro gli “sciacalli del coronavirus”», ha dichiarato il presidente Carlo Rienzi.

Analoghe denunce provengono da un’altra importante associazione nazionale per la tutela dei consumatori: Codici. Il Segretario Nazionale Ivano Giacomelli riferisce di segnalazioni allarmate di alcuni cittadini che hanno pagato fino a 30 euro per una mascherina, con un rincaro sul prezzo di mercato che arriva addirittura al 1500%. Poiché le mascherine stanno diventando un bene sempre più difficile da reperire, non sembra ingiustificato il timore di una speculazione, anche da parte dei rifornitori ufficiali.   

«Quello che si sta profilando è un mercato nero in piena regola – prosegue Giacomelli – Invitiamo i consumatori a segnalarci aumenti ingiustificati dei prezzi e comportamenti scorretti da parte dei professionisti. Stiamo già raccogliendo del materiale che gireremo alla Guardia di Finanza affinché possa effettuare tutte le verifiche del caso e punire chi specula sull’emergenza».


Fin dalle prime ore della drammatica emergenza che sta colpendo il nostro paese, si sono moltiplicati i tentativi di diffondere informazioni false sull’epidemia a fini di lucro, e si sono verificati numerosi tentativi di truffa, sul web ma non solo, in particolare ai danni delle persone anziane: la fascia più fragile della popolazione che in questo momento tutti noi dovremmo contribuire a proteggere.

Si va dai rincari ingiustificati per l’acquisto, soprattutto online, di mascherine e disinfettanti, alla pubblicità ingannevole di dispositivi privi di efficacia, ma spacciati per validi mezzi di prevenzione, fino alle truffe, messe in atto da parte di sedicenti funzionari incaricati dalle Asl, che si presentano nelle case private per eseguire falsi tamponi, disinfestazione delle abitazioni e altre operazioni sanitarie non autorizzate.

Per contrastare questo fenomeno Senior Italia FederAnziani ha diffuso un vademecum di 20 punti, redatto con la collaborazione di un prestigioso comitato di consulenza scientifica. Lo scopo del vademecum è quello di mettere in guardia le persone anziane, e coloro che se ne prendono cura, dai pericoli che si possono incontrare tanto nel web quanto nella vita reale.

L’invito rivolto agli anziani è innanzitutto quello a prendere informazioni sul Coronavirus esclusivamente da fonti ufficiali come i siti web del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, ma non meno importante è l’invito a non credere a chi propone dei rimedi o vaccini contro il contagio e a denunciare tempestivamente al 122 ogni episodio sospetto.

Molte istituzioni, come la Regione Lazio e il Ministero della Salute, si sono già mobilitate attraverso i propri canali di comunicazione ufficiali, per smentire alcune pericolose notizie circolate in rete. E’ il caso, ad esempio, di una nota vocale circolata pochi giorni fa, in cui si annunciava che sarebbe stato effettuato casa per casa il tampone per rilevare le persone affette da Covid-19. La notizia si è rivelata del tutto falsa, e anzi, è stato ribadito che il tampone per il virus si effettua solo nei laboratori del SSN e solo se il medico di base lo ritiene opportuno.

Anche il Codacons ha di recente segnalato all’Antitrust, alla Guardia di Finanza e alla Polizia Postale alcune delle ultime truffe diffuse in rete. La prima riguarda un ossigenatore, presentato ingannevolmente come un ‘kit di prevenzione’ contro il coronavirus e venduto on line al prezzo di 995,70 euro. La seconda riguarda la scoperta di gruppi chiusi sui social network, nei quali alcuni privati vendono mascherine a prezzi esorbitanti, fino a 20 euro l’una, approfittando della limitazione degli spostamenti e della paura dei cittadini. 

«Presentiamo un nuovo esposto ad Antitrust, Guardia di Finanza e Polizia Postale, affinché intervengano per sequestrare le pagine web dove si perpetrano truffe ai consumatori, avviando le dovute indagini nei confronti degli speculatori, e chiediamo alle forze dell’ordine di incrementare i controlli e la vigilanza contro gli “sciacalli del coronavirus”», ha dichiarato il presidente Carlo Rienzi.

Analoghe denunce provengono da un’altra importante associazione nazionale per la tutela dei consumatori: Codici. Il Segretario Nazionale Ivano Giacomelli riferisce di segnalazioni allarmate di alcuni cittadini che hanno pagato fino a 30 euro per una mascherina, con un rincaro sul prezzo di mercato che arriva addirittura al 1500%. Poiché le mascherine stanno diventando un bene sempre più difficile da reperire, non sembra ingiustificato il timore di una speculazione, anche da parte dei rifornitori ufficiali.   

«Quello che si sta profilando è un mercato nero in piena regola – prosegue Giacomelli – Invitiamo i consumatori a segnalarci aumenti ingiustificati dei prezzi e comportamenti scorretti da parte dei professionisti. Stiamo già raccogliendo del materiale che gireremo alla Guardia di Finanza affinché possa effettuare tutte le verifiche del caso e punire chi specula sull’emergenza».