Salute e benessere

Consigli per assistere un anziano con demenza senile

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Si dice che la demenza senile non colpisca solo il malato ma anche la persona che gli sta vicino e si occupa di lui, in termini tecnici il care-giver. Con la parola demenza si indica un gruppo di patologie neurodegenerative che interessano gli anziani, la cui principale è il morbo di Alzheimer, causa non solo di una lenta progressione verso la non autosufficienza e di molti ingressi in case di riposo e rsa, ma anche di gravi conseguenze nella sfera emotiva e relazionale del paziente e dei suoi cari. Tutte queste malattie causano un più o meno lento declino delle facoltà cognitive, fino a portare il malato a non riconoscere più l’ambiente circostante e le persone che gli stanno intorno. L’accudimento di una persona cara affetta da demenza è quindi doppiamente faticoso e richiede grande determinazione e forza d’animo.  

Per prima cosa dobbiamo renderci conto che un anziano malato di una forma di demenza spesso non è del tutto consapevole delle sue azioni, che talvolta non sono davvero intenzionali. Rimanere offesi o sgridarlo perché si è comportato in modo strano o scorretto, quindi, sono comportamenti non solo insensati ma anche controproducenti, poiché potrebbero agitarlo ulteriormente e aggravare la sua situazione di salute. Molto meglio assecondarlo e avere il più possibile pazienza. L’arma migliore è senza dubbio quella di stargli vicino e dargli sicurezza e serenità. Chi sta accanto al malato deve anche tenere a mente che l’anziano affetto da demenza spesso non è più in grado di fare quello che faceva prima di ammalarsi; incaponirsi per farlo tornare quello di un tempo non sortirà alcun effetto e non farà bene a nessuno.

Quello che dovrebbe fare chi si prende cura di un anziano con demenza senile è cercare costantemente un modo per instaurare con lui un rapporto di fiducia, farlo sentire tranquillo e amato. Per poter far questo è importante capire che la persona che conoscevamo non è più la stessa a causa di una malattia degenerativa e il meglio che possiamo fare è esserci e aiutarlo a creare la sua nuova realtà, per esempio iniziando dal pensare insieme un ambiente accogliente in cui vivere una nuova quotidianità. Appendere foto o ricordi del passato, se l’anziano è d’accordo, può essere una buona idea per tenere vivi il più possibile alcuni ricordi  ancora presenti nella sua memoria e mantenere un contatto e un terreno comune da cui partire per costruire e ravvivare la relazione, sia umana che di cura.

Si dice che la demenza senile non colpisca solo il malato ma anche la persona che gli sta vicino e si occupa di lui, in termini tecnici il care-giver. Con la parola demenza si indica un gruppo di patologie neurodegenerative che interessano gli anziani, la cui principale è il morbo di Alzheimer, causa non solo di una lenta progressione verso la non autosufficienza e di molti ingressi in case di riposo e rsa, ma anche di gravi conseguenze nella sfera emotiva e relazionale del paziente e dei suoi cari. Tutte queste malattie causano un più o meno lento declino delle facoltà cognitive, fino a portare il malato a non riconoscere più l’ambiente circostante e le persone che gli stanno intorno. L’accudimento di una persona cara affetta da demenza è quindi doppiamente faticoso e richiede grande determinazione e forza d’animo.  

Per prima cosa dobbiamo renderci conto che un anziano malato di una forma di demenza spesso non è del tutto consapevole delle sue azioni, che talvolta non sono davvero intenzionali. Rimanere offesi o sgridarlo perché si è comportato in modo strano o scorretto, quindi, sono comportamenti non solo insensati ma anche controproducenti, poiché potrebbero agitarlo ulteriormente e aggravare la sua situazione di salute. Molto meglio assecondarlo e avere il più possibile pazienza. L’arma migliore è senza dubbio quella di stargli vicino e dargli sicurezza e serenità. Chi sta accanto al malato deve anche tenere a mente che l’anziano affetto da demenza spesso non è più in grado di fare quello che faceva prima di ammalarsi; incaponirsi per farlo tornare quello di un tempo non sortirà alcun effetto e non farà bene a nessuno.

Quello che dovrebbe fare chi si prende cura di un anziano con demenza senile è cercare costantemente un modo per instaurare con lui un rapporto di fiducia, farlo sentire tranquillo e amato. Per poter far questo è importante capire che la persona che conoscevamo non è più la stessa a causa di una malattia degenerativa e il meglio che possiamo fare è esserci e aiutarlo a creare la sua nuova realtà, per esempio iniziando dal pensare insieme un ambiente accogliente in cui vivere una nuova quotidianità. Appendere foto o ricordi del passato, se l’anziano è d’accordo, può essere una buona idea per tenere vivi il più possibile alcuni ricordi  ancora presenti nella sua memoria e mantenere un contatto e un terreno comune da cui partire per costruire e ravvivare la relazione, sia umana che di cura.

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