Costume e Società

Case di riposo: via libera della Camera agli impianti di videosorveglianza

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Con 404 voti favorevoli e 110 contrari è stata approvata la proposta di legge che prevede l’impianto di sistemi di videosorveglianza nelle case di riposo e nelle scuole dell’infanzia.

Soddisfazione è stata espressa da Annagrazia Calabria (FI), prima firmataria del provvedimento che ora passerà al vaglio del Senato. La misura sarebbe infatti volta a contrastare e prevenire abusi e maltrattamenti all’interno delle strutture interessate.

 Non sono mancate le reazioni di chi si è dichiarato contrario alla proposta di legge, come il deputato di Civica Popolare Gabriele Toccafondi, secondo il quale la soluzione proposta, oltre ad essere molto costosa, non gantirebbe la soluzione dei problemi di sicurezza che ospitano i soggetti più indifesi.

Le perplessità sulla proposta di legge non mancano neppure tra gli addetti ai lavori, come Maddalena Gissi, segretaria generale di Cisl Scuola, secondo cui il provvedimento rischia di compromettere la spontaneità della relazione educativa e di alimentare un clima generale di diffidenza.

Oltre alle ordinarie attività di controllo e vigilanza, la proposta di legge prevede un piano di ispezioni straordinarie per il triennio 2018-2020, che coinvolgerà tutte le strutture oggetto del provvedimento e che sarà attuato dal Ministero della Salute.

Spetterà poi al Governo l’adozione di un decreto legislativo relativo alla formazione e alla valutazione dei requisiti attitudinali per le professioni educative e di cura, entro un anno dall’entrata in vigore della legge.

I Ministeri della Salute e del Lavoro definiranno infine delle linee guida riguardanti le modalità di accesso alle strutture residenziali per anziani, in modo che le visite agli ospiti ricoverati siano il più possibile garantite.

Con 404 voti favorevoli e 110 contrari è stata approvata la proposta di legge che prevede l’impianto di sistemi di videosorveglianza nelle case di riposo e nelle scuole dell’infanzia.

Soddisfazione è stata espressa da Annagrazia Calabria (FI), prima firmataria del provvedimento che ora passerà al vaglio del Senato. La misura sarebbe infatti volta a contrastare e prevenire abusi e maltrattamenti all’interno delle strutture interessate.

 Non sono mancate le reazioni di chi si è dichiarato contrario alla proposta di legge, come il deputato di Civica Popolare Gabriele Toccafondi, secondo il quale la soluzione proposta, oltre ad essere molto costosa, non gantirebbe la soluzione dei problemi di sicurezza che ospitano i soggetti più indifesi.

Le perplessità sulla proposta di legge non mancano neppure tra gli addetti ai lavori, come Maddalena Gissi, segretaria generale di Cisl Scuola, secondo cui il provvedimento rischia di compromettere la spontaneità della relazione educativa e di alimentare un clima generale di diffidenza.

Oltre alle ordinarie attività di controllo e vigilanza, la proposta di legge prevede un piano di ispezioni straordinarie per il triennio 2018-2020, che coinvolgerà tutte le strutture oggetto del provvedimento e che sarà attuato dal Ministero della Salute.

Spetterà poi al Governo l’adozione di un decreto legislativo relativo alla formazione e alla valutazione dei requisiti attitudinali per le professioni educative e di cura, entro un anno dall’entrata in vigore della legge.

I Ministeri della Salute e del Lavoro definiranno infine delle linee guida riguardanti le modalità di accesso alle strutture residenziali per anziani, in modo che le visite agli ospiti ricoverati siano il più possibile garantite.

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