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Anziani Attivi: invecchiare bene a Villa Serena

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Intervista a cura di Deborah Annolino

Oggi i geriatri rilanciano l’adozione di una definizione dinamica del concetto di anzianità che si adatti alle mutate condizioni demografiche ed epidemiologiche. 
Si parla di “Invecchiamento attivo” che secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è “un processo di ottimizzazione delle opportunità relative alla salute, partecipazione e sicurezza, allo scopo di migliorare la qualità della vita delle persone anziane“.
Salute, Partecipazione e Sicurezza delle persone anziane” sono i tre pilastri della Casa Residenza Villa Serena, con sede a Bologna e tra i soci fondatori del Consorzio Colibrì, che presuppone attenzione sistematica a tutti i bisogni dell’ospite attraverso un progetto di cura o meglio di “care” individualizzata. La struttura si prende carico della persona, anziana o molto anziana, che spesso presenta più di un problema sanitario, una capacità cognitiva e/o un tono dell’umore mediamente ridotto, una fragilità di fondo più o meno importante e livelli di autonomia motoria e funzionale più o meno compromessi.


La mission di Villa Serena è quella di considerare gli anziani non come soggetti passivi, riconoscendo ad ognuno il diritto e l’opportunità di partecipare alla vita della comunità.

Sul concetto di anzianità abbiamo intervistato la dott.ssa Natalia Marasti, medico geriatra che segue e coordina le attività di Villa Serena, dal 1973 anno in cui la struttura ha aperto battenti a Bologna.

Su quali valori ha fondato la sua professione?
 
Il primo concetto è certamente la dignità. Se ho scelto di fare la geriatra vuol dire che devo sforzarmi di rendere la quotidianità di queste persone più accettabile possibile. Per me questo significa alleviare quanto più possibile il dolore fisico, trattare le acuzie, eliminare tutti quegli stimoli nocivi che si presentano nella quotidianità. Non pretendo una guarigione totale che è quasi impossibile ma condizioni di vita che abbiamo miglior dignità. Un altro concetto fondamentale per chi fa questo mestiere è l’empatia: stabilire un contatto positivo con queste persone e trasmettere loro la speranza di vivere in modo dignitoso l’ultimo stadio della vita. Nella maggior parte dei casi Villa Serena ospita pazienti che hanno demenze e non ci sono gestioni codificate e universali. Per ognuno bisogna studiare e adottare strategie ed interventi personalizzati. 

Casa di riposo o Struttura residenziale?

Il termine casa di riposo non ha valenza scientifica. Parliamo di casa residenza per anziani o struttura residenziale per persone non autosufficienti. Villa Serena si rivolge a quell’utenza talmente compromessa nelle attività quotidiane da non potere essere gestito nel proprio domicilio.

A Villa Serena è possibile ricevere un’assistenza a tutto campo, dalle attività di ordinaria quotidianità alla gestione delle patologie, croniche ed aperte e pertanto da monitorizzare con continuità. Con gli anziani non è possibile sottovalutare nulla ma occorre agire in modo responsabile e con diagnosi complete anche di fronte al comparire di una febbre. 

Sono cambiati i bisogni dei pazienti?

Più che i bisogni dei pazienti che sono rimasti gli stessi, ad essere cambiata, per fortuna, è la mentalità di noi geriatri. Con l’evoluzione dei tempi si è evoluta la cultura e la scelta di strategie, per la cura e l’assistenza, a medio lungo termine. Si è modificato l’atteggiamento del geriatra rispetto all’anziano, è aumentata l’attenzione ed è cresciuta l’etica. 

Qual è il rapporto con i familiari del paziente?

A Villa Serena non abbiamo mai avuto problemi, ma in generale è un rapporto complicato. Le difficoltà sono causate anche da un problema di disinformazione o di terrorismo psicologico. Mi riferisco ai casi di maltrattamento nelle strutture residenziali che hanno una forte eco nei Media. Per prevenire e colmare qualsiasi possibile dubbio è nostra prassi incontrare i familiari dei pazienti per mostrare loro le attività che vengono svolte e anche l’approccio che viene utilizzato dai nostri operatori. La violenza sugli anziani è un fenomeno che può interessare vari contesti da quello domiciliare a quello residenziale, comprende tutte le forme di violenza ai danni dell’anziano: fisica, psicologica, economica, sessuale e da trascuratezza.  Per garantire la massima sicurezza a Villa Ranuzzi è stato attivato in permanenza da 2 anni il NAM (Nucleo Anti Maltrattamento) deputato a sorvegliare su qualsiasi evento che anche lontanamente possa essere lesivo per la dignità dell’anziano ed è impegnato nella formazione continua degli operatori.

Per ciascun ospite viene creato un progetto individuale il cosiddetto PAI obbligatorio. Tra noi e i familiari dei pazienti c’è un rapporto di onestà e di trasparenza. Questa nostra filosofia applicativa fa sì che nel 90 per cento dei casi i familiari siano soddisfatti. Il nostro impegno è a 360 gradi e non sottovaluta l’accoglienza e come si presenta la struttura agli occhi di pazienti e loro congiunti. 


Intervista a cura di Deborah Annolino

Oggi i geriatri rilanciano l’adozione di una definizione dinamica del concetto di anzianità che si adatti alle mutate condizioni demografiche ed epidemiologiche. 
Si parla di “Invecchiamento attivo” che secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è “un processo di ottimizzazione delle opportunità relative alla salute, partecipazione e sicurezza, allo scopo di migliorare la qualità della vita delle persone anziane“.
Salute, Partecipazione e Sicurezza delle persone anziane” sono i tre pilastri della Casa Residenza Villa Serena, con sede a Bologna e tra i soci fondatori del Consorzio Colibrì, che presuppone attenzione sistematica a tutti i bisogni dell’ospite attraverso un progetto di cura o meglio di “care” individualizzata. La struttura si prende carico della persona, anziana o molto anziana, che spesso presenta più di un problema sanitario, una capacità cognitiva e/o un tono dell’umore mediamente ridotto, una fragilità di fondo più o meno importante e livelli di autonomia motoria e funzionale più o meno compromessi.


La mission di Villa Serena è quella di considerare gli anziani non come soggetti passivi, riconoscendo ad ognuno il diritto e l’opportunità di partecipare alla vita della comunità.

Sul concetto di anzianità abbiamo intervistato la dott.ssa Natalia Marasti, medico geriatra che segue e coordina le attività di Villa Serena, dal 1973 anno in cui la struttura ha aperto battenti a Bologna.

Su quali valori ha fondato la sua professione?
 
Il primo concetto è certamente la dignità. Se ho scelto di fare la geriatra vuol dire che devo sforzarmi di rendere la quotidianità di queste persone più accettabile possibile. Per me questo significa alleviare quanto più possibile il dolore fisico, trattare le acuzie, eliminare tutti quegli stimoli nocivi che si presentano nella quotidianità. Non pretendo una guarigione totale che è quasi impossibile ma condizioni di vita che abbiamo miglior dignità. Un altro concetto fondamentale per chi fa questo mestiere è l’empatia: stabilire un contatto positivo con queste persone e trasmettere loro la speranza di vivere in modo dignitoso l’ultimo stadio della vita. Nella maggior parte dei casi Villa Serena ospita pazienti che hanno demenze e non ci sono gestioni codificate e universali. Per ognuno bisogna studiare e adottare strategie ed interventi personalizzati. 

Casa di riposo o Struttura residenziale?

Il termine casa di riposo non ha valenza scientifica. Parliamo di casa residenza per anziani o struttura residenziale per persone non autosufficienti. Villa Serena si rivolge a quell’utenza talmente compromessa nelle attività quotidiane da non potere essere gestito nel proprio domicilio.

A Villa Serena è possibile ricevere un’assistenza a tutto campo, dalle attività di ordinaria quotidianità alla gestione delle patologie, croniche ed aperte e pertanto da monitorizzare con continuità. Con gli anziani non è possibile sottovalutare nulla ma occorre agire in modo responsabile e con diagnosi complete anche di fronte al comparire di una febbre. 

Sono cambiati i bisogni dei pazienti?

Più che i bisogni dei pazienti che sono rimasti gli stessi, ad essere cambiata, per fortuna, è la mentalità di noi geriatri. Con l’evoluzione dei tempi si è evoluta la cultura e la scelta di strategie, per la cura e l’assistenza, a medio lungo termine. Si è modificato l’atteggiamento del geriatra rispetto all’anziano, è aumentata l’attenzione ed è cresciuta l’etica. 

Qual è il rapporto con i familiari del paziente?

A Villa Serena non abbiamo mai avuto problemi, ma in generale è un rapporto complicato. Le difficoltà sono causate anche da un problema di disinformazione o di terrorismo psicologico. Mi riferisco ai casi di maltrattamento nelle strutture residenziali che hanno una forte eco nei Media. Per prevenire e colmare qualsiasi possibile dubbio è nostra prassi incontrare i familiari dei pazienti per mostrare loro le attività che vengono svolte e anche l’approccio che viene utilizzato dai nostri operatori. La violenza sugli anziani è un fenomeno che può interessare vari contesti da quello domiciliare a quello residenziale, comprende tutte le forme di violenza ai danni dell’anziano: fisica, psicologica, economica, sessuale e da trascuratezza.  Per garantire la massima sicurezza a Villa Ranuzzi è stato attivato in permanenza da 2 anni il NAM (Nucleo Anti Maltrattamento) deputato a sorvegliare su qualsiasi evento che anche lontanamente possa essere lesivo per la dignità dell’anziano ed è impegnato nella formazione continua degli operatori.

Per ciascun ospite viene creato un progetto individuale il cosiddetto PAI obbligatorio. Tra noi e i familiari dei pazienti c’è un rapporto di onestà e di trasparenza. Questa nostra filosofia applicativa fa sì che nel 90 per cento dei casi i familiari siano soddisfatti. Il nostro impegno è a 360 gradi e non sottovaluta l’accoglienza e come si presenta la struttura agli occhi di pazienti e loro congiunti. 


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