Salute e benessere

Alzheimer: dall’Italia novità sulle origini della malattia

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5 Aprile 2017
Finora i ricercatori di tutto il mondo hanno indagato le cause della malattia di Alzheimer prevalentemente all’interno dell’ippocampo, la parte di cervello che regola le funzioni della memoria. Un gruppo di studiosi italiani ha invece deciso di andare alla ricerca delle cause della patologia all’interno di altre parti del cervello. 

Il team italiano è arrivato a una scoperta fondamentale circa le origini dell’Alzheimer: i problemi di funzionamento dell’ippocampo sarebbero causati dalla morte della parte di cervello che produce dopamina, l’area tegmentale ventrale, senza la quali i neuroni non funzionano. Sebbene le cellule presenti nell’ippocampo rimangano intatte, il mancato trasferimento del neurotrasmettitore non ne permette il lavoro corretto e ciò darebbe il via proprio alla malattia neurodegenerativa che colpisce oltre mezzo milione di anziani nel nostro Paese. 

Secondo gli esperti che hanno condotto lo studio i repentini cambiamenti d’umore attribuiti alla progressione della patologia sono in realtà causati proprio dalla mancanza di dopamina nell’ippocampo e devono essere considerati un campanello d’allarme. Esistono infatti dei farmaci "inibitori della degradazione della dopamina", efficaci però soltanto durante la prima fase della malattia, quando nell’area tegmentale vive ancora un certo numero di neuroni.

Grazie ai risultati della ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Communications, un altro importante passo è stato fatto verso la cura dell'alzheimer, un male che colpisce un numero sempre più grande di anziani.
Finora i ricercatori di tutto il mondo hanno indagato le cause della malattia di Alzheimer prevalentemente all’interno dell’ippocampo, la parte di cervello che regola le funzioni della memoria. Un gruppo di studiosi italiani ha invece deciso di andare alla ricerca delle cause della patologia all’interno di altre parti del cervello. 

Il team italiano è arrivato a una scoperta fondamentale circa le origini dell’Alzheimer: i problemi di funzionamento dell’ippocampo sarebbero causati dalla morte della parte di cervello che produce dopamina, l’area tegmentale ventrale, senza la quali i neuroni non funzionano. Sebbene le cellule presenti nell’ippocampo rimangano intatte, il mancato trasferimento del neurotrasmettitore non ne permette il lavoro corretto e ciò darebbe il via proprio alla malattia neurodegenerativa che colpisce oltre mezzo milione di anziani nel nostro Paese. 

Secondo gli esperti che hanno condotto lo studio i repentini cambiamenti d’umore attribuiti alla progressione della patologia sono in realtà causati proprio dalla mancanza di dopamina nell’ippocampo e devono essere considerati un campanello d’allarme. Esistono infatti dei farmaci "inibitori della degradazione della dopamina", efficaci però soltanto durante la prima fase della malattia, quando nell’area tegmentale vive ancora un certo numero di neuroni.

Grazie ai risultati della ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Communications, un altro importante passo è stato fatto verso la cura dell'alzheimer, un male che colpisce un numero sempre più grande di anziani.

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