Costume e Società

"Adotta un nonno": a Treviglio, l'iniziativa tra l'onlus di ragazzi disabili e l'RSA

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13 Aprile 2021

Saggezza e conoscenza della terra da una parte, mentre dall'altra braccia forti e voglia di imparare cose nuove. Questa la ricetta di "Adotta un nonno", il progetto che ha preso il via qualche giorno fa e che metterà in connessione gli ospiti della Rsa della Fondazione Anni Sereni di Treviglio (provincia di Bergamo) con i ragazzi disabili dell’associazione Hibiscus 2.0. L'obiettivo? Coltivare un orto, e nel frattempo, dare un calcio ai pregiudizi e ricreare un legame tra l'Rsa e il mondo esterno, che la pandemia ha temporaneamente spezzato.

Intervistata dall'edizione bergamasca del Corriere della Sera, la presidente dell’associazione Hibiscus Monica Ghidini ha spiegato: «Ogni ragazzo lavorerà con un anziano. I nonni ci metteranno l'esperienza, la conoscenza dei tipi di verdura da coltivare, quando è bene innaffiare, durante quale fase lunare bisogna seminare. I ragazzi metteranno la forza fisica che manca agli anziani e in cambio impareranno come si coltiva».

«Abbiamo pensato questa iniziativa — ribatte il presidente della Fondazione Anni Sereni, Augusto Baruffi — come un momento di rinascita, la Rsa che torna ad aprirsi e a far dialogare le generazioni». «Da un lato — aggiunge Ghedini — i ragazzi cercano una figura di riferimento con cui entrare in contatto. Dall’altro gli anziani spesso hanno pregiudizi verso i diversamente abili, che non hanno minore capacità di imparare ma solo tempi diversi».

«Al momento — ha chiosato la presidente — i ragazzi hanno lavorato da soli. Gli anziani non possono ancora uscire per la normativa Covid e siamo in attesa che l’Ats l’autorizzi. La stagione però sta iniziando e bisognava cominciare a predisporre il terreno. Saranno piantati pomodori, patate e carote».


Saggezza e conoscenza della terra da una parte, mentre dall'altra braccia forti e voglia di imparare cose nuove. Questa la ricetta di "Adotta un nonno", il progetto che ha preso il via qualche giorno fa e che metterà in connessione gli ospiti della Rsa della Fondazione Anni Sereni di Treviglio (provincia di Bergamo) con i ragazzi disabili dell’associazione Hibiscus 2.0. L'obiettivo? Coltivare un orto, e nel frattempo, dare un calcio ai pregiudizi e ricreare un legame tra l'Rsa e il mondo esterno, che la pandemia ha temporaneamente spezzato.

Intervistata dall'edizione bergamasca del Corriere della Sera, la presidente dell’associazione Hibiscus Monica Ghidini ha spiegato: «Ogni ragazzo lavorerà con un anziano. I nonni ci metteranno l'esperienza, la conoscenza dei tipi di verdura da coltivare, quando è bene innaffiare, durante quale fase lunare bisogna seminare. I ragazzi metteranno la forza fisica che manca agli anziani e in cambio impareranno come si coltiva».

«Abbiamo pensato questa iniziativa — ribatte il presidente della Fondazione Anni Sereni, Augusto Baruffi — come un momento di rinascita, la Rsa che torna ad aprirsi e a far dialogare le generazioni». «Da un lato — aggiunge Ghedini — i ragazzi cercano una figura di riferimento con cui entrare in contatto. Dall’altro gli anziani spesso hanno pregiudizi verso i diversamente abili, che non hanno minore capacità di imparare ma solo tempi diversi».

«Al momento — ha chiosato la presidente — i ragazzi hanno lavorato da soli. Gli anziani non possono ancora uscire per la normativa Covid e siamo in attesa che l’Ats l’autorizzi. La stagione però sta iniziando e bisognava cominciare a predisporre il terreno. Saranno piantati pomodori, patate e carote».

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